Questa valle già mi aveva colpito lo scorso mese di ottobre (in questo post), quando ci eravamo stati per la prima volta con l'amico Andrea Moro. Le piccole frazioni composte da bellissimi esempi di case realizzate con la tipica architettura Walser, avevano solleticato la mia curiosità nel vederle in veste invernale, coperte di neve.
E finalmente siamo riusciti ad andarci, in un bel sabato sereno ma un poco freddino. La neve è caduta fino al giorno prima, il sentiero è solo una traccia e siamo i primi a salire in mezzo al bosco fatato.
I rami degli alberi sono colmi di neve che quando cade forma delle piccole nuvolette che sembrano simpatici spiritelli che ci danno il benvenuto. Ed ecco che al limitare del bosco cominciano a vedersi i primi segni della presenza dell'uomo in quest'ambiente aspro.
Ancora qualche sforzo e raggiungo finalmente la meta, ancora in ombra ma bella come un presepe.
Dopo essermi cambiato (avete presente come si sta a torso nudo a -8°...) attendo pazientemente che il sole irradi con la sua luce la vallata, portando un poco di calore ed accendendo i colori delle splendide baite di legno di larice.
Finalmente è giunto il momento di scattare, ho poco tempo (il sole dura circa un'ora e mezza) e tante idee, quindi mi metto a girare per immortalere l'ambiente che mi circonda.
Secondo me in questo luogo ci sono le baite più belle di tutto l'arco alpino, ed è praticamente impossibile non includerle nelle inquadrature tanto mi affascinano.
E' incredibile pensare alla durezza della vita di questi luoghi, che sono stati abitati fino agli anni 50. La storia dei Walser è veramente incredibile e, per certi versi, eroica.
Sicuramente sarebbe meraviglioso svegliarsi la mattina e godere di queste visioni...